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Rassegna Stampa

Terreni del porto canale parla il consiglio di Stato
Nuova Sardegna CA del 29/01/2013, pag. 19
Massidda «vice» in Assoporti, premio al porto di Cagliari
Il Messaggero Marittimo del 02/08/2012, prima pagina pag. 12
Massidda vicepresidente di Assoporti
Nuova Sardegna CA del 01/07/2012, pag. 20
Assoporti, Massidda nominato vicepresidente
Unione Sarda del 01/08/2012, pag. 13
Lo yacht di Putin atteso al molo Ichnusa
Nuova Sardegna CA del 27/07/2012, pag. 7

Port Authority of CagliariAutorità Portuale di Cagliari

  • UNIONE SARDA: «Se fossi rimasto io all'Authority ci sarebbero già i maxiyacht»

    Lunedì 08 Dicembre 2014 20:52

     


    L'incompiuta del Molo Ichnusa? Colpa (anche) del suo siluramento, sostiene Piergiorgio Massidda. Quattordici mesi fa, quando fu dichiarato decaduto dalla presidenza dell'Autorità portuale, si preparava a mandare a bando la gara per la gestione di quello che, per sua volontà, da punto d'attracco per le navi da crociera era stato destinato a diventare l'approdo dei grandi yacht di passaggio a Cagliari. «Quella gara era pensata in modo tale da evitare il pericolo che qualche ricco magnate russo se l'aggiudicasse per tenerci parcheggiati soltanto i suoi, di yacht: l'obiettivo era fare in modo che il terminal funzionasse in simbiosi col polo della cantieristica che sta nascendo a Giorgino, dove i grandi yacht potranno essere sottoposti al refitting, costose operazioni periodiche. Prevedeva inoltre che il giardino, all'ingresso, rimanesse a disposizione della cittadinanza, e varie attività commerciali da dare in gestione. L'obiettivo era anche fornire ai diportisti che sbarcano nel porto un minimo di servizi: oggi se uno ha bisogno di utensileria è nei guai, e se vuole un caffè deve attraversare dodici corsie per trovare un bar».
    LO SCANDALO Tutto rimasto sulla carta. La realtà, oggi, è il deserto. «Tutto lo scandalo si è sollevato perché poi la gara non si fece. Io decaddi da presidente, fui nominato commissario, infine me ne dovetti andare. Il nuovo commissario, il comandante della capitaneria di porto, ha ritenuto di dover prendere i tempi che ha giudicato opportuni. Ho letto che alla gara per la gestione hanno partecipato solo tre concorrenti: mi dispiace, perché avevamo registrato un grande interesse da parte di tanti operatori importanti. Avevamo contatti con la Igy, società leader nel mercato degli yacht che era alla ricerca di una base nel Mediterraneo. Così come l'avevamo organizzata, la gara avrebbe avuto ben altro successo», giura. «Il giorno che ho ricevuto notizia del mio allontanamento avevo organizzato una cena a Montecarlo: avrei incontrato personalità importanti nel campo della diportistica. Sa cosa diceva il presidente del porto monegasco, che le barche non sa più dove sistemarle? Che Cagliari aveva tutte le carte in regola per diventare la seconda Montecarlo del Mediterraneo».
    A non avere le carte in regola, secondo il Consiglio di Stato, era lui: il 26 settembre 2013 i giudici dichiararono illegittima la sua nomina, per la quale aveva rinunciato a un seggio in Senato.
    «INADATTO» Tutto ciò però riguarda l'ultima fase della storia dell'incompiuta Molo Ichnusa: prima c'è stato il lungo periodo in cui, nonostante il pescaggio insufficiente, si provò a farne un approdo per navi da crociere. «Ma sul piano regolatore - ribatte Massidda - non se ne è mai fatto cenno: quel molo è sempre stato indicato come spazio polivalente. Personalmente ritengo che con un pescaggio massimo di otto metri e mezzo, che nella punta del molo si riducono a quattro e con un lato (quello del Garau) che non è mai stato disponibile perché è della Marina e con dimensioni che, il Molo Ichnusa non sia mai sato adatto a ospitare navi da crociera: al massimo ne sarebbe potuta attraccare una per volta. Inutile: così l'economia non gira. Infatti, appena diventato presidente, fui io a decidere che queste ultime avrebbero attraccato nel molo Rinascita, dove prima c'erano le rinfuse (navi mercantili che trasportano merci caricate in stiva, ndr) . E grazie a me siamo passati dalle 30 navi da crociera all'anno a 120. Ero contrario anche all'idea di aumentare il pescaggio, al Molo Ichnusa: la cosa avrebbe reso necessario il rinforzo della banchina, che sarebbe costato un'ira di Dio».
    Marco Noce


  • UNIONE SARDA: Un porto da 500mila passeggeri

    Mercoledì 13 Marzo 2013 10:48

     

    Massidda: «L'offerta sarà potenziata dal nuovo terminal»

    Il porto di via Roma nella fascia tra i 100 mila e i 500 mila passeggeri nel 2013. Lo ha detto Sergio Senesi, presidente di Cemar Agency Network di Genova, al Seatrade Cruise Shipping a Miami, manifestazione mondiale dedicata agli operatori delle crociere. Per quanto riguarda i porti italiani, se Civitavecchia si conferma nuovamente primo porto (con oltre 2.450.000 passeggeri movimentati), seguito da Venezia, Genova, Napoli e Savona, Cagliari si attesta nella terza fascia, sino a 500.000 passeggeri.Alla manifestazione americana, la più importante del settore, è presente anche l'Autorità portuale di Cagliari con un suo stand. Il presidente Piergiorgio Massidda, presente alla Fiera, è ottimista per il futuro dello scalo marittimo del capoluogo sardo: «C'è stata per il nostro porto una bellissima accoglienza, che ci fa ben sperare per il futuro e che ci fa capire che nell'ultimo anno abbiamo lavorato bene e siamo andati nella direzione giusta».Secondo i dati annunciati da Massidda, Cagliari è riuscita ad affrontare la crisi nel migliore nei modi nel 2012, e terrà splendidamente anche nel 2013. «La costruzione del nuovo terminal, che sarà realizzato interamente con capitali privati, porterà già durante l'anno un potenziamento dell'offerta turistica del nostro porto. La città però, nonostante i grandi sforzi fatti dal Comune, le altre istituzioni e la Camera di Commercio, che stanno lavorando con grande energia e generosità, deve crescere ancora: il confronto, su una naturale contrazione delle rotte, sarà con capitali come Roma, Venezia, Barcellona, che hanno un grande appeal e servizi di altissimo livello». Massidda, ovviamente, non nasconde che tutta la città deve migliorare molto dal punto di vista dell'offerta ai turisti: «Noi dobbiamo fare un grosso salto di qualità, i negozi e l'Anfiteatro Romano chiusi non sono un grande biglietto da visita, Cagliari deve far crescere la sua offerta turistica. La strada è quella tracciata in questi mesi, la sfida difficile, ma abbiamo tutte le potenzialità per vincerla. Ne è conferma la grande attenzione che i vettori internazionali stanno avendo sul nostro porto».



  • SARDEGNA, PARTIRA' NELL'ISOLA PRODUZIONE AUTO AD ARIA COMPRESSA AIRPOD

    Lunedì 17 Settembre 2012 15:38

     

    (Adnkronos) - E' stata presentata due mesi fa a Cagliari e la sua produzione potrebbe partire gia' nei primi mesi del 2013 proprio in Sardegna. Si tratta della AirPod, l'auto che cammina con un motore ad aria compressa ideata dal francese Cyril Negre', che con un litro, al costo di circa 1 euro, percorre 100 km.

    Era stata presentata il 12 luglio scorso dallo stesso progettista, da Alberto Scano, presidente di Confindustria Sardegna Meridionale, dai soci del consorzio sardo Amc e da Piergiorgio Massidda, presidente dell'Autorita' portuale di Cagliari, che vuole trasformare lo scalo in un green port, dopo aver abbattuto del 90% le tasse di ancoraggio, aumentato il traffico passeggeri e merci del 3,5%.

          Tra pochi mesi dunque l'innovativa auto verra' prodotta in Sardegna, su licenza Mdi, da Air Mobility  Consortium, un consorzio di societa' e imprenditori interessati ad investire nella Green Economy e nella Mobilita' Sostenibile che si sta costituendo a Cagliari.

          L'iniziativa dell'Amc e' coordinata dall'imprenditore cagliaritano Massimo Locci, da anni impegnato con le sue attivita' nel settore della Green Economy e vedra' coinvolta la Sardegna come regione prima in Italia nella  produzione industriale dei modelli dell'AirPod, Normal, Cargo, Maxi Cargo, Golf e Baby, con micro autovetture che garantiranno oltre 100 km di autonomia con meno di 1 euro di ricarica ad emissioni totalmente 'zero'. 

    A fine settembre gli imprenditori sardi, cinque, piu' un socio bresciano che ha acquistato i brevetti per l'Italia,

    andranno a Nizza ''per verificare nella fabbrica di prototipi, la tempistica e il plaining industriale, compreso il personale che sara' necessario alla produzione'', spiega Pier Paolo Pisano, uno dei soci, all'Adnkronos.

          E' possibile che la prima fabbrica ''sia impiantata nella zona industriale della Sardegna centrale, ad Ottana (Nu) - spiega Pisano - dove abbiamo gia' acquisito due capannoni da 4mila metri quadri, ma sara' una fabbrica diffusa su tutto il territorio'', perche' sono diversi i soggetti interessati alla costruzione delle AirPod. Un'altra dislocazione per la costruzione del modello Cargo, una sorta di pickup, sara' la zona industriale di Cagliari, Macchiareddu.

          ''I costi dell'operazione economica - prosegue Pisano - verranno definiti sempre a Nizza a fine mese, ma tra licenza e fabbrica l'investimento si aggira intorno ai 2 milioni di euro'' per produrre un migliaio di auto all'anno che costeranno al pubblico circa 7mila euro e 'zero', come le sue emissioni, all'ambiente.


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